Il Comune di Milano ha
annunciato la riapertura del complesso teatrale denominato Teatro della
Quattordicesima, in via Oglio 18, di proprietà del Comune e rimasto per lungo
tempo inattivo a causa di interventi di ristrutturazione. L’assegnazione si otterrà tramite bando, un bando che, comunque, presenta alcune criticità evidenti.
Lo scopo annunciato è quello di
riconsegnare ai cittadini di una zona difficile come quella in cui la sala è
situata, un polo che viene definito “di rilevanza cittadina, nazionale e internazionale
nell’ambito teatrale della commedia, del cabaret e della comicità in genere,
favorendo la fruibilità e la valorizzazione di un’area urbana potenzialmente
attraente per la collettività, grazie al rapido collegamento dei numerosi mezzi
pubblici con il centro cittadino”.
Già in precedenza erano stati
lanciati bandi che erano andati deserti.
In un periodo in cui il centro di
Milano diventa più povero – chiaramente dal punto di vista dell’arte e della
cultura – con la chiusura annunciata del Teatro Nuovo e quando anche un’altra
sala, Teatro I ha annunciato la calata definitiva del sipario a fine anno, una
riflessione è d’obbligo.
Abbiamo chiesto a Maurizio Colombi,
regista e attore milanese, autore di successi come Rapunzel, Peter Pan,
Burattino senza fili, ma anche protagonista di Caveman e attivo da sempre a
Milano anche con il cabaret, dal tempo del Derby in poi, di dirci la sua
opinione a questo riguardo.
Maurizio, conosci il Teatro della 14°?
Che ne dici della proposta di riaprire il teatro a queste condizioni?
Ho passato diversi anni al teatro
della 14a sotto la guida di Piero Mazzarella, e Rino Silveri che, alla
veneranda età di 94 anni, vive ancora in via Oglio a pochi passi dal teatro. Il
suo sogno rimane quello di salire ancora una volta su quel palco. Ma cosa posso
dire sulla riapertura? Il Comune propone un terzo bando, i due precedenti sono
andati deserti…Il teatro privato, in Italia, non fa business, specialmente una
sala di 400 posti in una zona come questa. I teatri privati sono tutti in
perdita, ogni anno. Ha appena chiuso il Teatro Nuovo, o meglio è fallita
l’azienda che lo gestiva, nel centro di Milano. Io ho gestito due teatri stupendi
nel centro di Milano, e per aprire il teatro della quattordicesima il Comune
cerca qualcuno che voglia rischiare senza speranze a sue spese. È un po’
anacronistico.
La zona del teatro è un quartiere
difficile di Milano… Cosa ci vorrebbe per gestirlo al meglio?
Per rilanciare la cultura, la zona,
un teatro come questo bisogna pensare ad un polo culturale di accoglienza con
una scuola teatrale all’interno, i family show, il sabato e la domenica
pomeriggio… una stagione di nicchia come il teatro del giallo, il teatro
comico, il teatro d’autore, laboratori di cabaret, una programmazione per le
scuole la mattina… coinvolgere le scuole di danza nella zona, perché ce ne sono
tante, formare una compagnia stabile.. Bisogna ripartire su più binari
contemporaneamente, farsi aiutare da tutti i commercianti della zona con pochi
euro… trovare altri sponsor… ma tutto questo è un lavoro lungo e
complesso che però non paga economicamente.
Questo teatro non fa parte del FONDO
unico per lo Spettacolo per cui non ha aiuti statali deve cavarsela da
solo.
Ti piacerebbe gestirlo? Credi di
averne le competenze?
Sì, mi piacerebbe gestirlo e saprei
anche come fare ma non ho le forze economiche per farlo. Chiunque se ne
accollerà, gli oneri dovrebbe essere aiutato dal comune a prescindere. Non
serve molto, con le spese azzerate e sostenute dal comune, serve un contributo
di 50/60.000 euro l’anno per almeno tre anni, per garantire un’organizzazione
seria, una stagione con ospiti e compagnie di traino per un rilancio concreto.
A queste condizioni chi entra, se conosce bene il settore e sa come muoversi
può sperare di non perderci grosse cifre.
Qual è la situazione del teatro in
Italia e come le strutture pubbliche si possono porre a riguardo, secondo te?
Il comune non può pensare di guadagnare
su una struttura simile, dedicata al teatro e alla cultura. In Italia vanno a
teatro il 2,8 % della popolazione e il dato è in calo. Se un’impresa teatrale
chiede un prestito in banca, il direttore della banca gli ride in faccia.
Quello che può offrire questo teatro alla zona 14 e a Milano è molto di più del
prezzo che il Comune dovrebbe pagare per riavviarlo. Di certo il Comune non può
chiedere di pagare per gestire un’attività dichiarata in perdita per natura.
Scusate la franchezza non è per polemica, ma solo per rendere chiara la
situazione gestionale ed economica del teatro privato in Italia.